Quanto segue riporta integralmente il testo della lettera inviata dalla CPA al mensile TUTTORALLYPIU.

La pubblicazione di tale lettera è stata richiesta dal presidente del CPA  Bernardo Balboni.

 

  Spett.le       TUTTORALLYpiù

      al   DIRETTORE  

 

Egregio Direttore

 

Ho letto con la dovuta attenzione il suo editoriale sul numero di ottobre di Tuttorally nel quale chiama in causa il Comitato Piloti Automobilistici(CPA), ed in  verità sono rimasto non poco sorpreso, stentando a riconoscere la stessa voce che tante volte,  spesso da sola, non ha esitato a portare a conoscenza dei suoi molti ed affezionati lettori  gravi ed accertate situazioni di malgoverno sportivo dell’ACI e della CSAI. 

Questa volta però Lei, contraddicendo la sua ferma etica, non solo ha preso una posizione di accondiscendenza verso il potere, cosa legittima e di cui deve rendere conto solo alla sua professionalità, ma, questo sì inaccettabile, ha completamente oscurato la verità non riferendo ai lettori quali erano le problematiche sollevate dallo scrivente Comitato  in relazione all’irregolare affidamento all’Europe Team dell’organizzazione del Rallye d’Italia , prova valida per il Campionato del Mondo FIA. 

Il contenuto del comunicato stampa del 24 settembre è alfine rimasto noto solo a Lei e riassunto  con un unico ed incomprensibile termine,”il quantum”, che lascia i lettori volutamente all’oscuro delle gravi irregolarità commesse dall’ACI-CSAI.

Non può certo sfuggirLe che, così facendo, ha inevitabilmente portato i lettori a farsi un’ opinione  sbagliata sulle irregolarità dettagliatamente descritte.

Ci dispiace doverlo notare, ma è davvero scorretto tale modo di fare giornalismo, tagliando, ricucendo ed omettendo parti essenziali del comunicato stampa CPA;  in questo modo Lei ha fatto sì che i lettori percepissero situazioni ed intenti diversi da quelli  per i quali era stato così minuziosamente preparato con i termini appropriati, termini criticati d’essere troppo raffinati, sottindendendo forse che chi si occupa di sport deve essere rozzo nell’esposizione, altrimenti è sospettabile di non credibilità.

In questa circostanza Lei si è comportato esattamente come l’ACI, la CSAI e l’Europe Team, i quali invece di rispondere punto su punto ai rilievi formulati, non potendo confutare la verità di quanto scoperto dal CPA, tentano di occultarla e spostare l’attenzione altrove, rispondendo a  domande che in realtà nessuno ha fatto. 

Possibile che Lei non abbia capito che l’intervento del CPA, lungi dall’essere uno sgambetto o un vigliacco tentativo per fermare l’effettuazione  del Rallye d’Italia con ” notizie tormentose, fastidiose ed insistenti” è solo  doverosa tutela della legalità violata proprio da chi dovrebbe applicarla e garantirne l’applicazione?

Ci spiace  per Lei e per gli organizzatori del Rallye, ai quali imprudentemente ha rivolto un appello impossibile da esaudire, ma le “notizie” che ha voluto qualificare  come  “tormentose,fastidiose ed insistenti” ,  sono tutte vere e riscontrabili documentalmente,  sicchè  non potrà mai essere accontentato nei suoi infausti auspici, perché le notizie vere non possono essere nascoste o addirittura, come si augura, cremate, nel senso di annullarle totalmente  e così illudersi che non siano mai esistite.

E’ davvero straordinario che proprio in un giornale si debba leggere una tale aberrante affermazione, quando è ben noto che il primo fondamento del giornalismo è la verità della notizia.!! 

Naturalmente il  CPA non ha la pretesa di essere il depositario della verità;  proprio per questo non si è limitato ad affermazioni apodittiche,  ma a tutti ha fornito, anche a Lei in allegato, i documenti dai quali si può evincere la fondatezza delle irregolarità evidenziate, lasciando all’ACI-CSAI ed al Sig. Lattuneddu  di rilasciare comunicati o fare affermazioni apodittiche,ovvero senza provarle.

Gli stessi documenti sono ora all’esame della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, e su tale base il PM incaricato ha già aperto due fascicoli d’inchiesta giudiziaria volte ad accertare la regolarità delle procedure per l’affidamento ad Europe Team dell’organizzazione del Rallye d’Italia e la legittimità dell’assegnazione al medesimo organizzatore di cospicui contributi pubblici da parte della Regione Sardegna.

Staremo a vedere come si evolveranno le indagini alle quali è pacifico che daremo ancora ogni  contributo necessario a fini di giustizia.

Anche sui tempi di presentazione degli esposti, a dispetto di quanto asserisce infondatamente, riferendosi peraltro solo al comunicato stampa CPA del 24 settembre, è davvero ingiustificabile il sospetto, da Lei paventato, che sia stato innescato un meccanismo ad orologeria col preciso scopo di far saltare il Rallye d’Italia-Sardinia.

Se solo si ferma a riflettere e non si lascia influenzare da chi è interessato a metterLa fuoristrada, comprenderà che i tempi per effettuare un intervento non potevano essere che quelli,visto che solo ad agosto 2004 è stato pubblicato il Regolamento Particolare di Gara e sono state  inoltrate le domande dell’organizzatore alle autorità amministrative per ottenere l’autorizzazione allo svolgimento della gara.

Questi  documenti  contenevano informazioni tali che, ripercorrendo a ritroso l’iter dell’assegnazione , hanno portato a scoprire  le gravissime irregolarità,  tenute ben nascoste all’interno della federazione sportiva ACI-CSAI .

Conseguentemente il primo esposto che ha denunciato le molteplici anomalie del Rallye d’Italia-Sardinia 2004 è stato inoltrato appena possibile,ovvero il 31 agosto 2004, quando si è riusciti a ricostruire i passaggi fondamentali dell’irregolare assegnazione all’Europe Team.

Per inciso, prenda bene atto che alla data del primo esposto, il CPA neanche era a conoscenza dell’esistenza del Suo amico Mereu, organizzatore del Rallye Costa Smeralda, a tutt’oggi ancora mai incontrato.

Il sig.Mereu  non poteva influire né interferire in alcun modo,come Lei insinua senza prove, su scelte già decise ed intraprese dal CPA, nate in piena autonomia sulla scorta del sempre attento e continuo esame dell’attività dell’ACI e della CSAI.

Molti hanno scioccamente spinto su questo versante di comodo nel tentativo vano di confondere le idee al mondo sportivo, ed ai sardi in particolare, associando gli autonomi esposti del CPA a situazioni locali riguardanti l’organizzatore del Costa Smeralda, che solo in minima parte potevano coincidere con le denunce e gli scopi del Comitato.

In sostanza, invece di guardare alla verità dei gravi fatti segnalati, taluni  ( scioccamente chi in buona fede, subdolamente chi in cattiva fede ) hanno usato questo argomento per sottintendere chissà quale macchinazione, facendo così il gioco dell’ACI-CSAI, dell’organizzatore e del sig. Pasquale Lattuneddu,i quali, non avendo interesse a rispondere nel merito alle contestazioni, sostenevano che le polemiche sollevate erano da ricondursi nell’ambito di una locale faida. 

Ma la verità è un’altra. Sono state commesse gravissime irregolarità e disattesi i principi più saldi su cui si fonda l’ordinamento sportivo, a partire dalle procedure sportive che nessuno può pensare di non rispettare e non far rispettare. Per prima l’Autorità Sportiva Nazionale a cui spetta per l’appunto porsi garante dell’osservanza delle norme sportive.

E’ allora il caso di riepilogare puntualmente tutte le gravissime irregolarità che non sono in nessun modo giustificabili a meno di voler sostenere,come si è azzardato, che  pur di raggiungere uno scopo si deve dare l’opportunità di “provare almeno una volta” anche violando ogni regola . 

Punto 1-  L’organizzazione del Rallye d’Italia, affidata alla AS Europe Team, non è stata mai concessa dalla CSAI ed è in violazione delle procedure d’appalto obbligatorie per l’Ente Pubblico ACI. 

La CSAI è l’Autorità Sportiva Nazionale titolare del potere sportivo stabilito dall’art.24 dello Statuto ACI ed esercita in via esclusiva il potere sportivo secondo quanto disposto dall’art.2 del Regolamento CSAI e dall’art. 7 bis del Regolamento Nazionale Sportivo.

Solo ad essa  spetta designare l’organizzazione delle gare e la connessa titolazione dei Campionati, secondo quanto espressamente  disposto dall’art.6 del Regolamento CSAI.

Dunque la CSAI è, per normativa statuale e sportiva, l’unica Autorità Sportiva Nazionale dell’automobilismo , infatti è l’unica destinataria a cui è indirizzata la Circolare 16 marzo,n.1060, in quanto Autorità competente sull’automobilismo sportivo nazionale.   

Al contrario, e del tutto illegittimamente, tale potere sportivo è stato in questo caso esercitato dall’ ACI Sport SpA, la quale su mandato del Presidente dell’ACI Lucchesi del 16 dicembre 2004, senza averne alcun potere, con una scrittura privata del 22 dicembre 2003 ha arbitrariamente  “concesso”,al posto della CSAI  l’organizzazione del Rallye d’Italia Sardinia 2004 all’Europe Team.

Sull’argomento  vi è una precisa presa di posizione della Direzione Generale per il Turismo del Ministero delle Attività Produttive,Amministrazione vigilante sull’ACI che con nota del 16 settembre 2004, prot.n°1520935/ACI/federazione, ha segnalato al Gabinetto del Ministero Infrastrutture e Trasporti,  che: “la presidenza dell’Automobile Club d’Italia, come tale, non ha poteri in materia sportiva, quanto meno per quello che è l’esercizio minuto quale può essere l’organizzazione di un Rallye.Ovviamente permane l’ulteriore profilo di violazione della legge che sancisce l’obbligo di procedere alle gare attraverso bandi pubblici.”

Risulta dunque evidente che l’affidamento dell’organizzazione ad  Europe Team non corrispondendo a quanto previsto dalla legge, già di per sé inficia la regolarità di tutti gli atti e provvedimenti relativi, e con ciò sarebbe chiuso ogni discorso ; tuttavia sono ancora tante e tali le violazioni che vale la pena di continuare ad enunciarle .

Punto 2- L’Associazione Sportiva Europe  Team non è abilitata dalle norme sportive ad organizzare il Rallye d’Italia Sardegna 2004.

La licenza speciale di Organizzatore n° 132267, di cui è titolare l’associazione senza personalità giuridica Europe Team, è stata rilasciata dalla Csai per la prima volta in data 16 dicembre 2003 ed il rinnovo di validità, a cui, come in qualsiasi licenza amministrativa, è ovviamente subordinato ogni diritto ad operare,  è stato effettuato dall’associazione solo in data 5 agosto 2004.

E’ evidente che essendo stata sprovvista fino al 16 dicembre 2003 di licenza sportiva, ancorchè illegittimamente rilasciata come appresso si dirà, ed avendola rinnovata  solo il 5 agosto 2004, l’Europe Team non possedeva la capacità di compiere gli atti necessari alla procedura dell’organizzazione della gara secondo le particolari norme tecnico- sportive della federazione Csai, in particolare  :

- non poteva iscrivere al calendario internazionale tramite la Csai il Rallye d’Italia,la cui ultima data utile scadeva il 3 giugno 2003;

- non ha inoltrato alla Csai i prescritti moduli internazionali di conferma d’iscrizione a calendario internazionale del Rallye d’Italia,con gli allegati bollettini di versamento dei diritti da pagare,la cui ultima data utile scadeva il 15 agosto 2003;

- non ha partecipato all’Assemblea Nazionale degli Organizzatori tenutasi a Roma il 9 novembre 2003 e non ha approvato il calendario dei Rallyes Internazionali 2004, comprendente anche il Rallye d’Italia  stabilito per il 30 settembre –3 ottobre 2004;

- non avendo convalidato la licenza in tempo utile per partecipare all’attività sportiva,non poteva  presentare per l’approvazione il Regolamento di gara del Rallye d’Italia alla Csai, approvato l’8 luglio 2004, per l’appunto in data antecedente la convalida di operatività derivante dal rinnovo della licenza,che è avvenuta solo il 5 agosto. 

Punto 3 –Sull’illegittimità della licenza rilasciata dalla CSAI all’Europe Team.

Lo Statuto di Europe Team non riportava l’espressa e tassativa formulazione “Organizzare manifestazioni sportive motoristiche nazionali e/o internazionali e chiederne l’autorizzazione iscrivendo le stesse ai calendari nazionali e/o internazionali”, pertanto non risultava conforme alle prescrizioni della specifica norma supplementare 3 art. 2.5 edizione 2003 .

Di conseguenza,  l’Autorità Sportiva Nazionale non poteva rilasciare la licenza speciale di organizzatore all’Europe Team.

L’illegittimo rilascio ha  un diretto riflesso sulla sicurezza ,lo stabilisce la Norma Supplementare  8 (PRESCRIZIONI DI SICUREZZA), dove all’art.1.3.1 dispone che deve essere rispettata la Norma Supplementare N.S. 3-licenze sportive, in cui è espressamente previsto che per poter ottenere una licenza sportiva  da parte della Csai devono essere soddisfatti tutti i requisiti previsti.

Ne discende che la CSAI  avendo rilasciato all’Europe Team il 16 dicembre 2003 la licenza di Organizzatore in assenza dei tassativi requisiti da essa stessa stabiliti a tutela della sicurezza, ha illegittimamente abilitato ad organizzare gare automobilistiche un soggetto carente dei requisiti  e quindi inidoneo a poter esercitare funzioni organizzative derivanti dal possesso della licenza di organizzatore, documento mediante il quale Europe Team opera ,apparentemente nella legalità ,come organizzatore del Rallye d’Italia- Rallye Sardinia 2004.

Punto 4- L’Europe Team non poteva organizzare una gara di Rallye.

 L’Europe Team, non avendo in precedenza mai organizzato una gara, ha svolto un affiancamento con un organizzatore già in possesso della licenza speciale CSAI  in occasione di una gara di velocità in circuito.Quindi, secondo la disposizione di cui alla Norma Supplementare 7  Capitolo1, l’Europe Team poteva organizzare gare automobilistiche solo nel settore dove aveva svolto l’affiancamento, conseguenza che,avendo svolto l’affiancamento nel settore della velocità  in circuito, non poteva svolgere organizzazioni di gare rallystiche.    

Punto 5- Il Regolamento Particolare della gara Rallye d’Italia-Rallye Sardinia era  nullo. La gara doveva essere vietata dalla CSAI.

Il RPG era stato approvato dalla Csai il giorno 8 luglio 2004 (visto RM 103) e vistato dalla FIA il 22 luglio 2004 (visto n. 13 WRC ), date in cui  l’organizzatore Europe Team non aveva la licenza sportiva d’organizzatore in corso di validità, rinnovata  solo il  5 agosto 2004.

L’art. 47 del Codice  Sportivo Internazionale dispone  che solo una  licenza rinnovata  fa percepire i diritti connessi al titolo,quindi, per effetto dell’art. 56 del RNS l’approvazione del RPG era nulla.

Scattavano automaticamente le disposizioni dell’art. 59 del Codice Sportivo Internazionale e dell’articolo 59 del Regolamento Nazionale Sportivo, le cui previsioni stabilivano che qualsiasi competizione non conforme alle disposizioni del Codice e delle norme nazionali doveva essere vietata dall’Autorità Sportiva Nazionale.

Il CPA non ha fatto null’altro che segnalare alle Autorità competenti questa automatica conseguenza derivante dall’inosservanza di più norme e mai arbitrariamente il CPA ha ancorato richieste di non effettuazione della gara su presupposti infondati.

Punto 6-Comitato Organizzatore, abuso della carica di presidente.

In carica come Presidente del Comitato Organizzatore del Rallye d’Italia-Sardinia non vi era l’effettivo rappresentante legale di Europe Team, la sig.ra Adriana Lattuneddu, come espressamente richiesto dall’art. 25 del Regolamento Nazionale Sportivo CSAI e come riportato in tutti i moduli tipo predisposti dalla CSAI per compilare il RPG da parte degli organizzatori .

Il suo posto è stato abusivamente occupato dal sig. Sticchi Damiani,Vice Presidente della CSAI e Presidente della Sottocommissione Rallye della Csai .

Le cariche federali che ricopre il sig. Sticchi Damiani non consentono allo stesso di gestire contemporaneamente le generali attività organizzative del Rallye per l’evidente contrasto con i principi dettati dalla FIA, i quali prevedono una  separazione tra le funzioni di regolamentazione e vigilanza di chi governa sulle attività sportive e gli aspetti meramente commerciali connessi alle medesime.

Tali principi non sono solo dichiarazioni di principio, ma precise norme di buon governo dello sport adottate  dal Consiglio Mondiale dello Sport dell’Automobile nella seduta del 27 giugno, che tutte le Federazioni Sportive Nazionali sono tenute a rispettare per precisa disposizione del Codice Sportivo Internazionale, in attuazione di quanto la stessa FIA ha  garantito alla Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea per consentire un equo assetto concorrenziale nello sport automobilistico.

E’ chiaro che di fronte all’evidenza incontestabile delle denunce  la strategia dell’ ACI, della  CSAI, del signor Pasquale Lattuneddu ( il quale dovrebbe spiegare qual è il suo ruolo in questa malsana vicenda visto che non fa parte di Europe Team ma si definisce e si muove come il vero artefice dell’organizzazione) e di un codazzo d’ignoranti al seguito di questi, è stata  quella di affermare, senza portare alcuna prova, che nessuna irregolarità  è stata commessa e che  tutto nasceva da ripicche tra isolani  che si beccavano tra di loro per contendersi l’organizzazione del rallye in Sardegna.

Con questo artificio è stato spostato l’obbiettivo, per evitare così di rispondere nel merito e con documenti alla mano alle gravi accuse formulate dal CPA sulle irregolarità commesse dall’ACI e dalla CSAI  per affidare l’organizzazione del Rallye ad Europe Team.

Irregolarità che,  proprio per espressa previsione di norme sportive violate,sono pregiudizievoli della sicurezza,  e pertanto sono state rappresentate anche alla Regione Sardegna e per essa al servizio Genio Civile di Sassari, ente competente per legge al rilascio del provvedimento di autorizzazione per lo svolgimento del rallye sulle strade sarde.

Tale autorizzazione, concessa all’ultimo momento e non senza fortissime pressioni politiche,non certifica affatto,come si vorrebbe far credere, che tutto era in regola. Essa  è stata rilasciata sulla base di un’istruttoria del tutto carente.

Difatti è stato omesso il controllo diretto di  merito disposto dai punti 1-2 e 2.4 della Circolare Ministeriale 16 marzo 2004.

Tale circolare imponeva al Servizio del Genio Civile di Sassari di controllare direttamente e preventivamente  che le norme tecnico-sportive della competente federazione (CSAI) fossero state rispettate; il prescritto controllo diretto non è stato effettuato ed il responsabile del servizio ha omesso di chiedere in copia originale all’ACI-CSAI i documenti comprovanti  la regolarità del rilascio della licenza e dell’assegnazione dell’ organizzazione ad Europe Team, limitandosi invece ad accettare una dichiarazione dell’ACI-CSAI non corrispondente al vero, in cui si asseriva che tutto era in regola.

Quel che sin qui abbiamo dettagliatamente esposto smentisce anche le Sue incaute  affermazioni  e   le perplessità sulle dichiarazioni del CPA in ordine alla Sardegna ed ai suoi abitanti; le sue maliziose osservazioni sul punto sono pertanto del tutto fuori luogo e smentite dai fatti.

Infatti, sin dal primo esposto del 31 agosto, il CPA ha sollevato solo e sempre questioni afferenti alle irregolarità nelle procedure di affidamento dell’organizzazione del rallye ed all’inosservanza delle norme tecnico-sportive della CSAI che comportano, per quanto prima spiegato,dirette conseguenze sulla sicurezza della competizione.

Di questo aspetto della  sicurezza il CPA ha parlato senza mai permettersi di discutere sulle scelte tecniche in ordine al percorso individuato in Sardegna, né sulla sicurezza delle strade, né su qualsiasi altro aspetto che coinvolgesse la Sardegna.

Quello che taluni non capiscono, semplicemente perché ignorano le norme che sovrintendono lo sport automobilistico, e che altri fanno finta di non capire perché contigui a chi le norme non le rispetta, è che  la sicurezza delle gare automobilistiche è salvaguardata da un  complesso articolato di norme che contemplano i diversi aspetti della pratica dell’automobilismo, tra questi al primo posto la CSAI ha inserito la regolarità delle licenze.

Con il rilascio della licenza sportiva, la CSAI, avendo verificato il possesso dei relativi requisiti richiesti, attesta che il soggetto che la riceve ha la capacità di praticare le varie attività dello sport automobilistico in piena sicurezza.

Così come non  è possibile rilasciare una licenza  ad  un pilota senza aver superato la visita medica, né ad un direttore di gara senza aver superato l’esame prescritto, non è possibile rilasciare ad un organizzatore la relativa licenza se non ha adempiuto a quanto per questa licenza è prescritto; lo sanno bene i tanti organizzatori “normali”, che per ottenere il rilascio della licenza hanno dovuto ottemperare alle norme specifiche nello statuto e negli affiancamenti.

Questa semplicissima verità è il nocciolo della questione:.senza i presupposti richiesti non si può ottenere la licenza. Non è solo un aspetto formale, ma sostanziale,  e chiunque,  in buona o cattiva fede, minimizza,  neanche sa , o non vuol sapere, di cosa si stia trattando.

Si badi bene, quel che è accaduto è gravissimo  non solo per chi, a qualsiasi titolo, ha interesse al  Rallye d’Italia-Sardinia,  ma per tutti quelli che praticano lo sport automobilistico i  cui principi base sono stati letteralmente violentati ; è questo il motivo dell’intervento del CPA in questa vicenda.

L’ACI e la  CSAI, ovvero le Autorità che devono far rispettare le regole, hanno  compiuto una serie incredibile di irregolarità, prima dettagliatamente descritte, ed è francamente difficile pensare che siano frutto di distrazione, a meno che non  si voglia sostenere che le procedure seguite per Europe Team sono regolari, nel qual caso ognuno potrebbe pretendere legittimamente lo stesso trattamento e quindi sarà legittimo gareggiare con piloti  senza casco e tuta ignifuga, auto senza roll-bar ed estintore,  autodromi senza protezioni o vie di fuga ed altre amenità del genere.  

Tirando le somme, il dato oggettivo è che il  Rallye d’Italia 2004, per una precisa scelta politica, è stato organizzato da un soggetto carente dei requisiti richiesti sia dalle norme di legge (Dlgs 157/1995) che sovrintendono agli appalti, sia di quelli richiesti dalle norme sportive che sovrintendono il rilascio delle licenze e l’assegnazione dell’organizzazione delle gare automobilistiche.

Solo eludendo l’obbligatoria gara d’appalto di servizi sportivi  e  non  osservando le norme statutarie e regolamentari dell’ordinamento,l’ACI,  la CSAI e l’ACI Sport Spa  hanno potuto far sì che  il Rallye d’Italia fosse organizzato da un soggetto oggettivamente  inidoneo qual’è l’associazione  Europe Team.

Tale attività  è stata tenuta  in contrasto con i principi di concorrenzialità.  Nel caso non  se ne fosse reso conto, si è verificato l’esatto opposto di quello che Lei stesso ha sostenuto al termine dell’editoriale  precisando che: “nessuno deve negare a nessuno la voglia di provare” .

Questa illegale operazione ha comportato la negazione ad altri soggetti con i requisiti in ordine  della possibilità di provare ad organizzare e gestire il Rallye d’Italia  , confrontandosi secondo legge,  sulla base di regole oggettive. 

Distinti saluti.

 

      COMITATO PILOTI AUTOMOBILISTICI

      BERNARDO BALBONI

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Comunicato del 25/10/2004  del CPA

 

Facciamo seguito alla lettera indirizzata al direttore di Tuttorally per informarVi che, successivamente ad essa, il CPA ha avuto la possibilità di colloquiare fattivamente col dr. Barbero sui suoi contenuti, fornendogli contestualmente tutti i documenti su cui erano fondate le segnalazioni e contestazioni.

A seguito di questo cordiale colloquio il dr. Barbero, avendo finalmente potuto disporre di documenti di cui non era a conoscenza, ha modificato il giudizio espresso nell’editoriale contestato e ne darà conto sul prossimo numero di Tuttorally, ove ci ha anticipato che esprimerà compiutamente il suo pensiero e le sue preoccupazioni per il futuro.

Avendo così potuto prendere nuovamente atto della professionalità ed onestà intellettuale del dr. Barbero, di cui avevamo dubitato per la sua presa di posizione, scaturita, ora lo sappiamo, da informazioni errate e fuorvianti, riteniamo superati gli addebiti che gli avevamo formulato e doverosamente ne diamo comunicazione,

Restano invece confermati tutti i fatti segnalati ed ampiamente documentati sulle procedure d’assegnazione del Ralle d’Italia-Sardinia e pertanto chi ci legge, se lo vorrà, potrà dare diffusione della lettera, di cui ci assumiamo tutte le responsabilità. Chiediamo solo di voler contestualmente diffondere anche la presente, in cui si dà atto al dr. Barbero che non vi sono più motivi di contestazione nei suoi confronti.

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli amici che, dopo comprensibili diffidenze iniziali, avendo potuto verificare la fondatezza delle nostre ragioni, ci stanno supportando sempre più numerosi.

 

COMITATO PILOTI AUTOMOBILISTICI.

Bernardo Balboni